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Come essere primi su Google

Sempre più spesso escono prodotti creati ad hoc per essere primi sul motore di ricerca più “In” del mondo: google. Si dispensano consigli e guide di svariata natura a volte con le stranezze più “strane” che si possano leggere e scrivere. In un ebook (ai tempi messo in vendita a 100€ e fortunatamente regalatomi) ho letto delle cose che mi hanno fatto salire i peli delle braccia. Insomma, sembra che essere primi su questo benedetto Google porti tonnellate di visite sul nostro sito. Vero? In parte.

Ho sempre avuto la bravura o la fortuna di trovarmi nei primi posti nei motori di ricerca: con la parola chiave Paolo Console sono primo in prima pagina scalando 3.310.000 pagine mentre, con la parola chiave Successo Personale sono primo superando più di 5000.000 di “concorrenti”. Fantastico! Chissà quante visite…

Poca roba! Le visite alle mie attività provengono da ben altre fonti. Del resto, bastasse essere solo indicizzati bene per produrre visitatori grossi network online non si affiderebbero a pubblicità investendo fior di quattrini pur di essere più visibili. E quindi?

E quindi il mio consiglio è: crea contenuti validi, utilizzando le parole chiave più attinenti al tuo post o al tuo business e vedrai che, senza tante guide, perdite di tempo e fantomatici consigli dei “guru” (e i loro risultati?) che sanno sempre una pagina in più del libro, ti troverai nell prime pagine di google godendo di quei tanti o…”così e così” visitatori che ti arriveranno dai motori di ricerca.

Paolo Console

Come vivi l’Universita?

Due righe per segnalare a tutti che è stato pubblicato l’ebook gratis di Cristian Milone “Come Vivi l’Università?”. Quando ho letto l’ebook completo (di prossima uscita su successopersonale.com) sono rimasto stupito dagli strumenti utili che consiglia Cristian per vivere al meglio il percorso universitario.

Che dire ancora? L’ebook (anteprima) è gratis e lo puoi trovare cliccando su questo link: “Come vivi l’Università?”

PNL: antiricalco per allontanare venditori insistenti…

Non di rado capita di essere disturbati da venditori aggrassivi e troppo insistenti. Ho creato questo video per darti delle valide difese….

 

 
 
Paolo Console

Auguri 2012 e…Obiettivo Raggiunto!

I miei migliori auguri per un 2012 ricco, ricchissimo di soddisfazioni e di obiettivi raggiunti! 

 Paolo Console

Cambiare modo di vedere le cose….

Uno dei “difetti” della razza umana è che tende, spesso e volentieri, a considerare le cose dal prorpio punto di vista. È facile attaccare etichette se una persona non ci è simpatica solo perché magari quel giorno non ha voglia di ridere….come è facile dire che uno è scorbutico perchè quel giorno ci ha trattato in maniera poco ortodossa; insomma, nel bene e nel male basta “una volta” per generalizzare, appiccicare la nostra bella etichetta e non spostarsi più da quella convinzione. In fondo non è così intelligente l’essere umano..o forse è solo questione di abituarsi a vedere il mondo da prospettive diverse?

Ti lascio questo bel video….quante volte ti sei comportatro come questo signore? 

 

 

Paolo Console

Fare Business Online: la Joint Venture

Giovedì 1 dicembre c’è stata una bella conference con Alex Billico nella quale si è parlato di moltissimi aspetti per generare Traffico Web Gratis con il Viral Marketing e altre strategie per incrementare il proprio business online.
Riascoltando questa conference mi sono accorto di avere detto una cosa davvero importante e che, troppo spesso, non viene in mente ai marketer di internet ed aspiranti tali; la joint venture.

Cos’è la Joint venture? Niente altro che una collaborazione. Purtroppo ognuno di noi tende a guardare il suo piccolo orticello; si ha paura di mostrare delle debolezze e si vuole fare credere molto di più di quello che in realtà è la situazione reale. La joint venture è fondamentale per accrescere il proprio business sia esso online che offline. Ad esempio, la conference con Alex Billico ha portato nuovi iscritti sia a SuccessoPersonale.com che al Billico marketing…questo perché ognuna delle due parti in gioco ha pubblicizzato l’evento tramite le proprie liste di contatti.

Devo essere sincero: ce ne fossero di più di eventi del genere! Oltre al guadagno in termini di popolarità delle parti, le persone che hanno seguito l’evento ne hanno tratto un grande profitto perché hanno conosciuto realtà diverse e informazioni diverse. Nuove opportunità di crescere insomma.

Ora, non siamo stati noi ad inventare le alleanze e le collaborazioni e che il metodo funziona alla grande ce lo dimostrano moltissime Aziende dalle grandissime dimensioni. È per questo motivo che insisto: vuoi espandere il tuo business online (e anche offline) in maniera ultraveloce? Pensa ad una bella Joint Venture!

Paolo Console

La cromodieta

Spesso si pensa all’alimentazione come il puro e semplice apporto di sostanze nutrienti quali possono essere i carboidrati le proteine grassi senza considerare che, in realtà, con il cibo introduciamo nei nostri corpi anche delle energie elettromagnetiche.

È per questo motivo che i colori dei cibi riveste un ruolo fondamentale; esso è indice del tipo di energia che stiamo assumendo con essi. Gli alimenti di colore rosso tendono a ridurre le carenze di ferro a livello dei globuli rossi; il colore rosso, infatti, forma ioni che separa le materiali ferrosi in sale ferro. Il ferro verrà assorbito mentre i sali vengono eliminati. Gli alimenti di colore rosso sono consigliati in alcune forme di depressione perché attivano energie calde che solitamente sono bloccate nel plesso solare della persona depressa.

Il cibi di colore arancione, invece, attivano l’energia psicofisica e tonificano il sistema immunitario. Particolarmente indicate le foglie verdi perché il verde è il colore riequilibrante per eccellenza. Le foglie verdi sono in grado di ristabilire l’equilibrio acido basico dell’organismo. È consigliatissimo consumare in uno stesso pasto alimenti di colori complementari come ad esempio pomodoro e basilico(rosso e verde) al fine di ottenere un perfetto equilibrio elettromagnetico.

Queste poche righe le ho sritte per “stuzzicarti” l’appetito riguardo ad un argomento troppo spesso trascurato anche se molto importante.

Buona giornata
Paolo Console 

Il linguaggio ipnotico: addormentare le persone

Spesso l’ipnosi viene vista come quel procedimento che, mediante l’uso del pendolino, ti “assopisce” per farti fare cose bizzarre contro la tua volontà. L’ipnosi di cui voglio parlare io è, invece, quella più diretta; quel tipo di ipnosi che viene eseguita ai nostri danni senza che neanche ce ne rendiamo conto.

Per poter approfondire questo discorso ho bisogno prima di parlare delle basi. Iniziamo a vedere come lavora il nostro cervello a livello di onde cerebrali; è importante fare ciò per capire dove si aprono delle finestre adatte ai comandi ipnotici durante la nostra attività cerebrale.

La prima onda cerebrale di cui ti voglio parlare è quella denominata onda beta; l’onda beta é quell’onda che rappresenta una fase quasi di iperattività, che ci consente la massima veglia ed un linguaggio mediamente veloce. Ad esempio quando parli velocemente e quando ti senti davvero vigile e lucido sei nella fase beta delle onde cerebrali. A causa di questa iperattività si registra chiaramente un notevole consumo di energia. Immagina un computer portatile al quale si chiede il massimo delle prestazioni… Dopo qualche minuto ti segnalerà notevole calo di batteria!

La fase immediatamente successiva all’onda beta è l’onda alfa. Nella fase alfa ci concediamo un minimo di rilassamento poiché, essendo una fase più lenta della nostra attività cerebrale, ci sono i margini per far lavorare di più il processo creativo, e per ragionare molto di più su ciò che ci accade.

Per poter dare dei comandi ipnotici, invece, a noi serve entrare nella fase detta theta. Queste onde sono particolarmente lente ed è qui che la nostra mente conscia va a “dormire” riducendo di molto il suo compito di filtro riguardo le sollecitazioni che ci arrivano dall’esterno. È per questo motivo che in questa fase cerebrale la nostra mente è campo fertile per ogni suggestione.

Ora come possiamo sfruttare questo sapere a nostro vantaggio? La tecnica è molto semplice: rallentando il nostro discorso. Ti è mai capitato di ascoltare un politico? Ci sono alcuni che non sanno parlare e quindi non sono assolutamente da prendere ad esempio; altri conoscono queste informazioni e tendono a parlare per metafore rallentando notevolmente il ritmo dell’eloquio. Individua quello che secondo te è più bravo nel fare questo e modellalo. Inizia ad usare suo ritmo di voce e le stesse metafore che usa questa persona; vedrai dei cambiamenti incredibili nei tuoi risultati e nelle tue mediazioni.

Per finire concludo dando una risposta ad una domanda che mi sono fatto per anni la mia vita; ovvero: “Chi è quel matto che investe dei soldi per fare delle pubblicità da mezzanotte in poi?”. La risposta è che quel matto non è proprio matto anzi, riesce a sfruttare appieno il suo messaggio pubblicitario facendo leva sulle nostre onde cerebrali che ad una certa ora della sera rallentano permettendo tutti i comandi ipnotici di avere campo libero per il proprio obiettivo!

Paolo Console

Comunicazione efficace: gli “interruttori”

Oggi voglio parlare di un argomento particolarmente sentito dal sottoscritto: gli “interruttori” del linguaggio. Mi capita spesso di trovarmi di fronte a persone che parlano all’infinito senza darmi la possibilità di entrare nel discorso. Questo è particolarmente fastidioso se hai fretta o sei vuoi fare focalizzare la persona che hai di fronte su un argomento che vuoi tu quale può essere la vendita di un prodotto.

Ti è mai capitato di trovarti di fronte ad una persona che parla all’infinito “saturandoti” il cervello? E magari questa persona non dice nulla di interessante….

Molti di noi tendono a far finire la persona di parlare. Questo in parte è dovuto anche all’educazione che ci viene passata: “Prima di parlare fai finire la persona che lo sta facendo”; in parte è anche giusto educare un figlio in questa maniera…nel caso, invece, che tu debba raggiungere un tuo obiettivo nella comunicazione devi assolutamente trovare il modo di fare questo e dal momento in cui non è semplice ti parlerò degli interruttori del linguaggio.

Iniziamo col dire che esistono due tipi di interruttori: gli interruttori “morbidi” e gli interruttori “duri”. Naturalmente è consigliato provare prima l’interruttore morbido per poi passare a quello duro.

Un interruttore morbido e indubbiamente molto potente è: “Allora…aspetta aspetta!” Sovrapponendo questa frase su quella del tuo interlocutore gli crei uno “stop” nel quale inserire il tuo discorso. Per essere efficace devi pronunciare la parola “allora” lentamente (comunque con i tuoi ritmi) e le parole aspetta-aspetta abbastanza velocemente. A questo, per rendere altamente efficace il tutto puoi usare anche il non verbale del corpo (ad esempio usando la mano come segno di “alt”).

Nel caso il tuo interlocutore abbia molta foga e non dia retta al tuo interruttore puoi usare le maniere forti e mettere in campo un “interruttore duro”. Una prima parola da un impatto decisamente forte è “Attenzione!“. Attenzione è una parola che richiama uno stato d’allerta e che il nostro inconscio riconosce come segnale di pericolo. È molto difficile continuare un eloquio quando viene pronunciata (magari enfatizzando un attimo) questa parola.

Nel caso che anche questo interruttore non provochi l’interruzione dell’eloquio nella persona che abbiamo di fronte puoi utilizzare un altro “interruttore duro”: TI FERMO! “Ti fermo!” è una suggestione molto potente che diamo e comunichiamo all’inconscio del nostro interlocutore che qualcosa sta avvenendo in quel momento. Usare la combinazione: “Attenzione…Ti fermo, TI FERMO!” è indubbiamente l’arma più sleale che puoi usare per interrompere il discorso della persona che hai di fronte!

Paolo Console

Conosci questa barzelletta?

Oggi vi voglio raccontare una barzelletta vecchissima, sicuramente quanto me (40 anni….):

“Ci sono due persone con qualche problema mentale che devono evadere dal manicomio. Si studiano il piano nei minimi particolari perché, per poter ritrovare la libertà, devono superare 100 cancelli molto alti e con punte pericolose in cima.

Individuata la data e le risorse per poter raggiungere il loro scopo inizia l’avventura….

Dopo dieci inferriate uno chiede all’altro: «Sei stanco?» e il compagno: «No, Andiamo avanti!». Allora proseguono nell’avventura…fino alla quarantesima inferriata. A quel punto fanno una sosta di un minuto e uno chiede all’altro: «Sei stanco?» e il compagno: «No, Andiamo avanti!». La fatica inizia a farsi sentire; i cancelli sono alti e devono stare attenti a tutte quelle punte..è buio e si vede davvero poco…

Vanno ancora avanti nel loro percorso e superano la metà degli ostacoli che si trovano davanti. Al settantesimo cancello uno chiede all’altro: «Sei stanco?» e il compagno: «No, Andiamo avanti!». Le forze sono oramai ridotte al lumicino….

La mattina inizia a sorgere e loro sono al novantanovesimo cancello; alla meta dunque. Manca una solo inferriata quando uno chiede all’altro: «Sei stanco?» e il compagno: «Si, non ce la faccio più…Torniamo indietro!»

Cosa ti voglio comunicare con questa storiella? Che spesso e volentieri facciamo enormi sacrifici per raggiungere i nostri obiettivi e…quando manca solo un cancello, un ultimo sacrificio ed un ultimo piccolo sforzo decidiamo di tornare indietro! Sembra assurdo eppure pensaci solo un attimo: quante volte sei tornato indietro al novantanovesimo cancello?

Sai, a volte la paura che più ci frena nell’avere successo non è quella di fallire…ma quella di riuscire nell’impresa!

Oggi ti lascio con questo piccolo spunto…

Buona serata
Paolo Console 

Richard Branson: “Losing my Virginity” (perdere la verginità)

Richard Branson è un nome noto nel campo dell’imprenditoria e credo che la maggior parte di voi lo conosca. Per quei pochi che non dovessero conoscere questo nome, Branson è colui che ha inventato il marchio “Virgin” e la sua storia,  riportata in “Losing my Virginity” è una delle più belle di tutte le storie di uomini di successo.

Richard è nato nel 1950 e si può dire che ha avuto un’infanzia felice; i suoi genitori, seppur altoborghesi, non hanno mai avuto grandi disponibilità economiche e la madre di Branson si è sempre inventata un modo per arrotondare soldi extra grazie a lavoretti nel garage di casa.

Branson, a scuola, non era un vero e proprio genio; era dislessico e  a otto anni non sapeva ancora leggere. Il successo sembra aiutare gli audaci però: il suo primo riconoscimento imprenditoriale fu una rivista a tiratura nazionale, scritta per puro divertimento, in cui comparvero interviste a John Lennon e a Mick Jagger. Branson e i suoi amici erano davvero fanatici della musica e a Richard venne un’idea: vendere dischi a prezzo ridotto attraverso ordini postali. Puntò molto su quegli artisti difficili da reperire nei negozi.

L’attività crebbe rapidamente fino a quando, a causa di uno sciopero delle poste, Branson capì che in quella struttura di business c’era un punto debole. Proprio per questo motivo si diede da fare per cercare uno spazio commerciale. Il primo negozio “Virgin” fu un successo: era diventato, rapidamente, un luogo di ritrovo per giovani con target giovanile.

Da lì a poco la catena di negozi “Virgin” si sviluppò in maniera consistente anche se, a causa di spese di gestione troppo alte, la stessa iniziava iniziava ad accusare perdite. Branson aveva ventuno anni ed era così legato alla musica che volle fortemente creare una propria etichetta discografica. Il primo contratto della “Virgin Records” fu con un giovane di nome Mike Oldfield il quale aveva investito dei mesi per creare dei pezzi senza parte vocale. Era una scelta incoerente per la “Virgin Records” che voleva rivolgersi solo ad artisti di genere Rock….“Tubolar Bells” è stato uno degli album più venduti degli anni 70…. Sucessivamente la Virgin Records produsse autori quali: Sex Pistols, Culture Club, Phil collins, Rolling Stones….

I “segreti” di Richard Branson?

  • Pensare in grande e assumere rischi calcolati. E aggiunge: «Il mio interesse nella vita deriva dal pormi enormi, apparentemente invincibili sfide e provare a superarle»;
  • Sii meno stressato degli altri riguardo alle incognite;
  • Prova a dimostrare agli altri che hanno torto;
  • Credi semplicemente che puoi farcela.

 

Buona domenica…
Paolo Console

Finito il percorso di studi: cosa fare?

“La prima cosa che devi fare è adottare un atteggiamento mentale di grande calma e serenità; questo te lo dico sulla base di un mio errore passato, ossia il farsi prendere dall’ansia di trovare un lavoro subito e in tempi rapidi.

Parti dalla consapevolezza che quello che stai fai per fare rappresenta a tutti gli effetti una professione, l’arte del trovare il lavoro; i fattori da considerare oggi sono molteplici e ciò porta come naturale conseguenza un notevole allungamento dei tempi. 

Per primo poniti un obiettivo specifico, nella maniera in cui se non sai cosa realmente vuoi fare, gli strumenti che poi vai ad utilizzare possono rivelarsi poco produttivi. Caliamoci nel contesto di una situazione reale; diciamo che sei appena neolaureato o diplomato e pensi che la strada migliore non sia tanto quella di cominciare a cercare subito lavoro, ma magari trovare un percorso post-diploma o post-laurea che ti specializzi un pochino di più e ti dia delle basi pratiche per andare poi ad operare in una professione specifica.

 Ottima scelta, oggi come oggi, è studiare o specializzarsi ulteriormente: si tratta sicuramente una strada intelligente, questo per poter poi dare all’azienda quelle competenze che magari, appena uscito da un percorso di studi, non avresti mai avuto.

Se dobbiamo parlare di offerta formativa nella società odierna, bisogna tenere presente che, a differenza di quando mi sono laureato, l’offerta formativa è diventata talmente vasta che abbiamo veramente solo l’imbarazzo della scelta. Personalmente, io ti consiglio di utilizzare una risorsa cartacea molto valida, per esempio un giornale specializzato per gli annunci di lavoro in tutta Italia, che presenta però nelle pagine iniziali sempre una scelta molto ampia di master e corsi di specializzazione: il Bollettino del lavoro.

Il giornale nasce a Ferrara ed è distribuito in quella zona; in ogni caso se abiti in una regione nella quale non è in commercio, ti consiglio allora di cercare direttamente su internet. Facciamo insieme i passi, andiamo su Google, il motore di ricerca per eccellenza e digitiamo: Bollettino del Lavoro

Clicchiamo sul primo link presente nella pagina.

Come puoi vedere dalla interfaccia grafica, il sito si presenta estremamente semplice nella sua fruizione e nella navigazione. Nella parte alta della schermata sono presenti una serie di link. Puoi scegliere tra Offerte di lavoro, Venditori, Master e Formazione, Franchising diventa Imprenditore, Concorsi

Abbiamo detto che ti interessa una offerta di formazione post-laurea, post-diploma? Bene! Allora il link che ti interessa è quello dei Master e Formazione. Una volta giunto su questa pagina puoi vedere che si apre una pagina in cui le offerte di master sono suddivise per regioni geografiche. 

Infatti nessuno può sapere dove abiti o in quale regione ti trovi. La pagina centrale ci offre un’ampia visuale sulle offerte formative in tutta Italia. Nella parte alta della pagina trovi anche un’area nella quale, inserendo una serie di dati che vanno dalla categoria ai destinatari, alle sedi e alla parole chiave del master, puoi restringere ancora di più il raggio di azione.  

Questo giornale, sia nella sua forma cartacea che nella sua forma digitale, rappresenta un ottimo punto di partenza per iniziare quel percorso di ricerca lungo e laborioso relativo a una specializzazione post laurea o post diploma. Questo giornale, inoltre, presenta una serie di altri strumenti, che affronteremo in seguito, relativi ad altre aree di tuo interesse.

Per adesso non voglio sovraccaricarti con una serie di informazioni aggiuntive, ma voglio entrare nel merito di un argomento molto importante per la tua crescita personale e lavorativa, nel senso che voglio fornirti uno strumento molto importante che ti aiuti ad orientarti nella scelta del tuo percorso di specializzazione, uno strumento che a me personalmente è costato anni di esperienza e relativi errori. 

Quando inizi a valutare un corso di specializzazione non ti viene mai detto il criterio in base al quale scegliere in modo più efficace un corso rispetto ad un altro. Tale scelta ti verrà spiegata in un capito specifico, frutto di una riflessione lunga ed accurata”.

Tratto dall’ebook gratis:Trovare Lavoro Oggidi Alessandro Baldini e edito da SuccessoPersonale.com

La Formazione di Maurizio Fiammetta

Solo ieri è stato pubblicato un audio mp3 con ospite l’eccezionale Maurizio Fiammetta; inutile dire che è stato un grandissimo successo di download (l’audio è gratis, scaricalo ora!).

Maurizio Fiammetta è una persona fantastica ed ascoltarlo è davvero una bella esperienza. Conoscevo già da tempo il buon Maurizio (e il suo “Shalom”) perchè, grazie ad un suo dvd la mia vita è radicalmente cambiata. Ora, non ricordo se il dvd si intitolava “Il codice del successo” o “il risveglio del gigante”; proprio non ricordo….

In ogni caso è una persona di quelle che sembra che ci si conosca da una vita; ti è mai capitato di parlare due minuti con qualcuno e trovarti in sintonia su tutto? Maurizio è quel genere di persona.

Perché questo post su Maurizio Fiammetta? Perché Maurizio mette a disposizione un bel pò di materiale gratuito per la crescita e lo sviluppo personale, per il successo personale, di ognuno di noi!

Mi sembrava doveroso condividerlo con tutti voi che mi seguite…
Ecco il link per scaricare gratuitamente il tutto (15 interviste a personaggi di spicco!)

http://entusiasmoworld.com/iscrizione-freemember.html

Spero, come sempre, di averti fatto cosa gradita.

Buona giornata
Paolo Console

Il tuo potere invisibile (visualizzazione)

Crea l’ordine attraverso la visualizzazione

Il primo principio di Behrend è che la visualizzazione mette ordine nella tua mente. L’universo e la Mente universale sono perfettamente ordinati e l’uso di una vivida immaginazione permette l’espressione di questo ordine.

Abbiamo aeroplani e telefoni, osserva, perché qualcuno prima degli altri ha immaginato che congegni del genere avrebbero dovuto esistere. In tutte le grandi innovazioni il principio trionfa sulle circostanze correnti, ovvero sulla “realtà”. Realtà è un concetto vago se consideri che tutto si crea prima nella mente: nel momento in curi una cosa è immaginata è già parte del reale.

All’epoca in cui i fratelli Wright progettavano e sperimentavano le loro macchine volanti, questi primi velivoli erano proprio l’espressione reale di una perfetta immagine di volo appena creata. Si dice che dopo ciascun fallimento uno dei fratelli dicesse all’altro: “Va tutto bene, fratello, posso vedermi a bordo di questa macchina a viaggiare in modo facile e sicuro”. Tenendo sempre viva questa potente immagine, il loro successo nella realizzazione del primo aeroplano assunse un alone di inevitabilità.

Come scrive Behrend, “Quando visualizzi o crei un’immagine mentale, non stai cambiando le leggi della Natura, le stai osservando”. Una potente immagine mentale richiama la “misteriosa ma infallibile legge di attrazione” che consente alle cose di manifestarsi così come le hai immaginate.

Sfrutta la potenza delle immagini

Behrend osserva che “tutti quanti visualizzano, che se ne re conto o no”. Tutti noi creiamo il futuro nella nostra mente che si verifichi materialmente: questo ci offre la meravigliosa tunità di poter scegliere come immaginarlo.

Non c’è niente di strano o insolito in questo processo. Le leggi di visualizzazione, attrazione e manifestazione sono all’origine della creazione di tutte le cose. A titolo di esempio Behrend cita il caso del magnate dei trasporti ferroviari James Jerome Hill, che costruì la sua via da una costa all’altra degli Stati Uniti nella sua mente anni prima che fosse effettivamente posata la prima rotaia, e il milionario australiano allevatore di bestiame James Tyson, che fece crescere le rose nel deserto: anche quando lavorava per pochi scellini come coltivatore, Tyson “concentrava i pensieri sull’idea di mettere recinti e veder crescere fiori ed erba dove non ce n’erano”.
Quello che hanno fatto Hill e Tyson è quello che facciamo tutti per conseguire un obiettivo. L’immagine di ciò che desideri è forte abbastanza per spronarti all’azione. Per sintetizzare il suo discorso Behrend cita una bella frase di San Paolo contenuta nella Bibbia: “I mondi furono formati dalla parola di Dio, sì che da cose non visibili ha preso origine quello che si vede”.

Tratto dal libro “50 Classici della Ricchezza” – Alessio Roberti Editore – (riferimenti del libro “Your Invisible Power”  – Il tuo potere invisibile – Genevieve Behrend – 1921)

Buona giornata!
Paolo Console

Debora Conti: Modeling e 7 mosse

Dopo aver parlato di questo prodotto di Debora Conti vorrei presentare un nuovo prodotto sempre della bravissima, e più che mai professionale, Debora: “Modeling e 7 mosse”

“Modeling e 7 mosse” è un prodotto fondamentale per tutti coloro che vogliono ritrovare la forma fisica senza gli enormi sacrifici delle diete (che per il 98% dei casi non funzionano). Com’è possibile dimagrire senza diete? la programmazione neuro linguistica insegna da anni (e si basa su questa tecnica…) che il modeling fa letteralmente miracoli.

Modeling significa “modellare” le strategie delle persone che fanno bene qualcosa. In questo caso, grazie alla voce di Debora Conti, verrai guidato nel fare modeling a coloro che sono magri in maniera naturale (conosci persone che pur mangiando a dismisura non prendono un etto?) ricalcando le loro strategie vincenti.

È complicato fare modeling? Assolutamente no! È una tecnica semplice da impare e dai risultati sbalorditivi.

So di averti “stuzzicato” l’appetito…se mi consenti questa metafora…e allora ti mando alla pagina di approfondimento:

Modeling e 7 mosse – Debora Conti

Buona giornata!
Paolo Console

 

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