Richard Branson: “Losing my Virginity” (perdere la verginità)
Richard Branson è un nome noto nel campo dell’imprenditoria e credo che la maggior parte di voi lo conosca. Per quei pochi che non dovessero conoscere questo nome, Branson è colui che ha inventato il marchio “Virgin” e la sua storia, riportata in “Losing my Virginity” è una delle più belle di tutte le storie di uomini di successo.
Richard è nato nel 1950 e si può dire che ha avuto un’infanzia felice; i suoi genitori, seppur altoborghesi, non hanno mai avuto grandi disponibilità economiche e la madre di Branson si è sempre inventata un modo per arrotondare soldi extra grazie a lavoretti nel garage di casa.
Branson, a scuola, non era un vero e proprio genio; era dislessico e a otto anni non sapeva ancora leggere. Il successo sembra aiutare gli audaci però: il suo primo riconoscimento imprenditoriale fu una rivista a tiratura nazionale, scritta per puro divertimento, in cui comparvero interviste a John Lennon e a Mick Jagger. Branson e i suoi amici erano davvero fanatici della musica e a Richard venne un’idea: vendere dischi a prezzo ridotto attraverso ordini postali. Puntò molto su quegli artisti difficili da reperire nei negozi.
L’attività crebbe rapidamente fino a quando, a causa di uno sciopero delle poste, Branson capì che in quella struttura di business c’era un punto debole. Proprio per questo motivo si diede da fare per cercare uno spazio commerciale. Il primo negozio “Virgin” fu un successo: era diventato, rapidamente, un luogo di ritrovo per giovani con target giovanile.
Da lì a poco la catena di negozi “Virgin” si sviluppò in maniera consistente anche se, a causa di spese di gestione troppo alte, la stessa iniziava iniziava ad accusare perdite. Branson aveva ventuno anni ed era così legato alla musica che volle fortemente creare una propria etichetta discografica. Il primo contratto della “Virgin Records” fu con un giovane di nome Mike Oldfield il quale aveva investito dei mesi per creare dei pezzi senza parte vocale. Era una scelta incoerente per la “Virgin Records” che voleva rivolgersi solo ad artisti di genere Rock….“Tubolar Bells” è stato uno degli album più venduti degli anni 70…. Sucessivamente la Virgin Records produsse autori quali: Sex Pistols, Culture Club, Phil collins, Rolling Stones….
I “segreti” di Richard Branson?
-
Pensare in grande e assumere rischi calcolati. E aggiunge: «Il mio interesse nella vita deriva dal pormi enormi, apparentemente invincibili sfide e provare a superarle»;
-
Sii meno stressato degli altri riguardo alle incognite;
-
Prova a dimostrare agli altri che hanno torto;
-
Credi semplicemente che puoi farcela.
Buona domenica…
Paolo Console






Conoscevo Branson solo per essere stato il fondatore della Virgin ma non conoscevo alcuni dettagli della sua storia, grazie per averli pubblicati Paolo.
Direi che il primo punto è il più importante di tutti, pensare in grande e assumere rischi calcolati è un insegnamento utilissimo per chiunque voglia raggiungere traguardi ambiziosi nella propria vita.
C’è il giusto mix di tutto ciò che occorre per avere successo, ovvero mentalità positiva e vincente, azione e umiltà.